Achille Lauro: la nave italiana simbolo del dirottamento terroristico del 1985
L'Achille Lauro rimane un simbolo indelebile della lotta al terrorismo internazionale, con un interesse rinnovato nel 2025 per il 40° anniversario del dirottamento, celebrato da documentari come La crociera del terrore su Sky Crime e articoli commemorativi che ne rivivono i drammi, inclusa la famosa "notte di Sigonella".

La storia della nave Achille Lauro
Originariamente varata come Willem Ruys nei Paesi Bassi nel 1946, dopo ritardi dovuti alla Seconda Guerra Mondiale, la nave entrò in servizio sulla linea Europa-Australia fino al 1963. Acquistata nel 1964 dalla Flotta Lauro, fu ribattezzata Achille Lauro, ricostruita nei cantieri di Palermo e trasformata in nave da crociera nel Mediterraneo dal 1966. Subì una collisione nel 1975 con la nave Yousset nello stretto dei Dardanelli, causando l'affondamento di quest'ultima, e passò di proprietà dopo il fallimento della Flotta Lauro nel 1982, fino alla Mediterranean Shipping Company nel 1991.
Il dirottamento del 7 ottobre 1985

Il 7 ottobre 1985, durante una crociera partita da Genova con 201 passeggeri e 344 membri dell'equipaggio, la nave fu dirottata al largo delle coste egiziane da quattro terroristi del Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP), armati di mitra Kalashnikov. Irruppero sul ponte di comando intorno alle 13, intimando al comandante Gerardo De Rosa di dirigersi verso Tartus, in Siria. I terroristi radunarono i passeggeri, ferirono un membro dell'equipaggio italiano e uccisero Leon Klinghoffer, un cittadino statunitense paraplegico di fede ebraica, gettandone il corpo in mare con la sedia a rotelle.
La crisi diplomatica e la notte di Sigonella
Il governo italiano, guidato da Bettino Craxi con i ministri Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini, optò per la diplomazia, negoziando con Egitto (Boutros Boutros-Ghali) e Siria (Hafiz al-Assad), che inizialmente autorizzò l'attracco ma poi lo negò per pressioni USA. La nave approdò ad Alessandria, dove i terroristi sbarcarono dopo aver ottenuto un aereo egiziano. Interceptato da caccia F-14 americani, l'aereo atterrò alla base NATO di Sigonella l'11 ottobre 1985, scatenando la "notte di Sigonella": Craxi impose la giurisdizione italiana sul suolo nazionale, rifiutando l'estradizione immediata negli USA chiesta da Ronald Reagan, causando tensioni tra i due Paesi e una crisi governativa. Il corpo di Klinghoffer fu recuperato al largo della Siria e riportato in patria; sua moglie morì pochi mesi dopo.

Conseguenze e eredità giudiziaria
La nave tornò a Genova il 14 ottobre, con casse sospette gettate in mare per precauzione su indicazione del SISMI. L'Italia processò i dirottatori, affermando la propria sovranità sul caso. L'evento segnò un momento di affermazione diplomatica italiana, ma accentuò frizioni con gli USA, e rimane un caso studio sul terrorismo marittimo e le giurisdizioni internazionali.
L'episodio dell'Achille Lauro evidenzia come un atto terroristico possa intrecciare diplomazia, sovranità nazionale e giustizia internazionale, offrendo lezioni ancora valide oggi su crisi ostaggio e 협력 multinazionale, con echi nelle commemorazioni recenti che ne preservano la memoria collettiva.