Alberto Fortis: il cantautore eclettico che ha segnato la musica italiana
Alberto Fortis è tornato sotto i riflettori grazie a eventi recenti come "Splendida Cornice", dove il 5 febbraio è stato ospite insieme a Nino D’Angelo e Giuseppe Battiston, confermando la sua vitalità artistica in un contesto di grande richiamo popolare e con oltre 2000 ricerche mensili.

Le origini e i primi passi nella musica
Nato il 3 giugno 1955 a Domodossola, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, Alberto Fortis cresce in una famiglia con forti radici mediche: il padre era un chirurgo degli Alpini, e un parente stretto, Lino De Gasperis, fu pioniere della cardiochirurgia italiana. Fin da bambino si appassiona alla musica, diventando batterista di una band a soli tredici anni e debuttando in TV su Rai2 a sedici, mentre completa la maturità classica al collegio Mellerio-Rosmini.
Iscrive alla facoltà di Medicina prima a Genova e poi a Milano, ma abbandona presto gli studi per dedicarsi al piano e alla composizione. Si trasferisce a Roma, lavorando come grafico mentre cerca di entrare nel mondo musicale.
Il debutto esplosivo e i grandi successi degli anni '80

Il vero lancio arriva nel 1979 con l'album omonimo Alberto Fortis, prodotto da Claudio Fabi e supportato dalla Premiata Forneria Marconi. Brani iconici come "La sedia di lillà", "Il Duomo di notte", "A voi romani" e "Milano e Vincenzo" (con videoclip animato da Andrea Pazienza) lo consacrano tra i nuovi cantautori italiani.
Segue Tra demonio e santità (1980), un concept album sul bene e il male, e il trionfo di La grande grotta (1981), trainato dal singolo "Settembre", primo in classifica per settimane. Ha aperto il concerto di James Brown a Modena e recitato un cameo in Liquirizia di Salvatore Samperi. In totale, ha venduto oltre 1,5 milioni di copie, con un disco di platino e due d'oro.
Una carriera versatile: oltre la musica
Eclettico polistrumentista, Fortis è autore, produttore, regista dei propri video e sceneggiatore: ha scritto poesie (Tributo Giapponese, Dentro il giardino), il romanzo autobiografico AL. Che fine ha fatto Yude? e una sceneggiatura per DreamWorks, oltre a colonne sonore come quella di Cool Crime. Ha inciso oltre dieci album, tra cui El Niño (1984), West of Broadway e uscite recenti come I Love You (2019) e NYente da diRe (2020).

Ha partecipato a Festivalbar, Sanremo, O' Scià di Baglioni (2005) e Music Farm (2006, quarto posto).
Impegno sociale e attualità
Dal 2008 è testimonial dei City Angels, associazione di volontariato di cui è stato il primo portavoce famoso, ispirato da Mario Furlan. La sua sensibilità per temi umanitari e sociali lo distingue come artista "controcorrente", amante di viaggi e sperimentazioni.
Recentemente, presenzia a eventi come "Splendida Cornice", mantenendo viva la sua presenza nel dibattito culturale italiano.
Il lascito di un artista a 360 gradi
Alberto Fortis rappresenta l'essenza del cantautorato italiano: dalla poesia intensa ai successi commerciali, passando per impegno civile e versatilità creativa. La sua longevità, con apparizioni attuali e un catalogo intramontabile, ispira nuove generazioni, dimostrando come la musica autentica superi mode e tempi.