Back

alessandro sallusti

Alessandro Sallusti: il giornalista controcorrente tra cronaca e polemiche

Alessandro Sallusti è attualmente al centro dell'attenzione mediatica per le sue critiche al "sistema perverso delle toghe", come denunciato in un recente articolo su La Verità, dove afferma che estrometterlo non risolve i problemi della magistratura italiana. Figura di spicco del giornalismo conservatore, il suo ritorno alla guida de Il Giornale nel 2023 e le pubblicazioni sui mali della giustizia lo rendono un protagonista del dibattito politico attuale.

Alessandro Sallusti: il giornalista controcorrente tra cronaca e polemiche

Biografia e origini

Nato il 2 febbraio 1957 a Como, Alessandro Sallusti consegue il diploma di perito chimico-tessile prima di entrare nel mondo del giornalismo. Esordisce nel 1978 come cronista abusivo per L'Ordine, il quotidiano della curia comasca, passando poi a testate come Il Sabato (house organ di Comunione e Liberazione) e Il Giornale con Indro Montanelli. Nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello della Repubblica Sociale Italiana giustiziato dai partigiani nel 1946, Sallusti porta con sé un background familiare complesso che ha influenzato il suo approccio critico alla storia recente.

Diventa giornalista professionista nel 1981 e matura esperienze in redazioni prestigiose: dal Messaggero di Roma come capo della cronaca nazionale, a Panorama, fino a Libero nel 2001.

Carriera nei grandi quotidiani

La traiettoria professionale di Sallusti è segnata da ruoli di vertice. Dal 2001 è condirettore e poi direttore responsabile di Libero (fino al 2008), passa a dirigere e editare L'Ordine di Como, per poi approdare a Il Giornale come condirettore con Vittorio Feltri nel 2009. Nel 2010 ne assume la direzione responsabile, ruolo che mantiene fino al 2021, quando torna a Libero.

Alessandro Sallusti: il giornalista controcorrente tra cronaca e polemiche

Il 7 settembre 2023 rientra alla guida de Il Giornale, sostituendo Augusto Minzolini, confermando il suo status di editorialista di riferimento per il centrodestra. Frequenti le sue apparizioni televisive come opinionista, che ne amplificano l'influenza pubblica.

Controversie giudiziarie e la condanna del 2012

Un capitolo cruciale della vita di Sallusti è la condanna per diffamazione aggravata nel 2012, emessa dalla Corte di Cassazione (un anno e due mesi di reclusione) per un articolo che pubblicava informazioni false su un giudice minorile, Giuseppe Cocilovo. La pena, senza sospensione condizionale, porta ad arresti domiciliari presso l'abitazione della allora compagna Daniela Santanchè.

Sallusti tenta un'"evasione" dai domiciliari, ma è assolto perché "il fatto non sussiste". Il Presidente Giorgio Napolitano commuta la condanna in una multa di 15.532 euro. L'Ordine dei Giornalisti della Lombardia lo sospende brevemente, ma la misura decade. I magistrati lo definiscono "privilegiato", minacciando di esaminare casi analoghi.

Libri e posizioni sul sistema giudiziario

Alessandro Sallusti: il giornalista controcorrente tra cronaca e polemiche

Sallusti ha approfondito le sue critiche alla magistratura in pubblicazioni come Il sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana (2021) e Lobby & Logge (2022), scritte con l'ex magistrato Luca Palamara, e La versione di Giorgia (2023) con Giorgia Meloni. Mani Pulite è per lui un evento trasformativo: critica i numeri (quasi 500 prosciolti su 3.000 indagati, 500 prescritti, altri patteggiati), negando una "vera giustizia".

Le sue recenti parole su La Verità – "Il Sistema perverso delle toghe non è finito estromettendo me" – ribadiscono il tema di complotti giudiziari contro la politica, un "grande classico" del suo giornalismo.

Vita privata

Sposato con Patrizia Groppelli in cerimonie civili a Milano (officiata da Beppe Sala) e balneare in Liguria (con Nicola Porro e Giuseppe Cruciani come testimoni), Sallusti ha avuto una relazione di nove anni con Daniela Santanchè (fino al 2016). Non si hanno dettagli pubblici sui figli.

In conclusione, Alessandro Sallusti rappresenta il giornalismo d'opinione italiano: provocatorio e divisivo, capace di influenzare il dibattito pubblico con analisi taglienti sulla giustizia e la politica. La sua resilienza alle controversie ne fa un simbolo di indipendenza per i sostenitori, ma un bersaglio per i critici, in un panorama mediatico sempre più polarizzato.