Carta docente 2026: il decreto cambia tutto, meno bonus ma più servizi e precari inclusi
La Carta del docente è al centro del dibattito attuale per le modifiche introdotte dal decreto interministeriale in fase di perfezionamento, che riduce l'importo individuale ma amplia i beneficiari e i servizi, rispondendo a sentenze giudiziarie e alle esigenze di formazione post-PNRR. Con oltre 5000 ricerche mensili e ritardi nell'accreditamento, il tema è rovente tra i circa un milione di insegnanti italiani, specialmente precari in attesa di chiarimenti entro fine febbraio 2026.

Le novità principali del decreto
Il decreto, atteso entro il 30 gennaio di ogni anno e adottato dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di concerto con il Ministro dell'Economia, ridefinisce criteri e modalità della Carta per l'anno scolastico 2025/2026. L'importo del bonus passa da 500 a 400 euro (con indiscrezioni su possibili 375-390 euro), ma il totale dei fondi sale grazie a 270 milioni di euro aggiuntivi da fondi europei e PON, assegnati direttamente alle scuole.
Questi fondi extra finanziano acquisti centralizzati di computer, tablet, libri e corsi di formazione, forniti ai docenti in comodato d'uso, per razionalizzare le spese e privilegiare l'aggiornamento professionale rispetto all'hardware individuale.
Chi può beneficiarne: l'estensione ai precari

Per la prima volta in modo strutturale, la Carta include oltre 200-250mila precari con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto, superando la platea storica limitata al personale di ruolo. Questa apertura deriva da sentenze dal 2021 che hanno condannato lo Stato a estenderla, e dal decreto-legge 45/2025 per l'anno 2024/2025 (bonus 500 euro utilizzabile fino al 31 agosto 2026).
L'accreditamento per i precari è già attivo dal 24 giugno 2025 sulla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it, con accesso via identità digitale (SPID, CIE o eIDAS).
Cosa si può comprare con la Carta docente 2026
Restano validi gli usi tradizionali, ma con restrizioni su hardware:
- Corsi di formazione, laurea, master accreditati dal Ministero.
- Libri, biglietti per teatro, cinema, musei, mostre ed eventi culturali.
- Hardware e software solo alla prima erogazione e poi ogni 4 anni, preferibilmente tramite scuola.
Novità assoluta: dal 2025/2026, copre anche servizi di trasporto persone, integrandosi nel piano welfare ministeriale.
| Voce | Importo precedente | Novità 2026 |
|---|---|---|
| Bonus individuale | 500 euro | 400 euro |
| Fondi alle scuole | Nessuno specifico | +270 milioni (PC, libri, corsi) |
| Beneficiari | Solo di ruolo | + Precari (200-250mila) |
| Nuovi usi | No | Trasporti, formazione scolastica |

Ritardi e criticità: perché il bonus è fermo
Nonostante la scadenza del 30 gennaio, l'erogazione 2026 è in ritardo per il perfezionamento del decreto, con il portale che segnala ancora incertezze su importi e arretrati 2025. Sindacati protestano per il taglio del 20% (aggravato dall'inflazione decennale) e tensioni su tempistiche, mentre il Ministro Valditara difende l'aumento di fondi e platea per "migliorare i servizi".
I docenti possono programmare corsi entro autunno, come storicamente avvenuto, ma urge il decreto per sbloccare tutto.
Prospettive future
Queste riforme puntano a un uso più mirato delle risorse, con dati che mostrano come gran parte del bonus passato andasse in hardware anziché formazione. Per i precari, è un passo verso l'equità; per le scuole, risorse extra per PTOF e PNRR. Monitora il sito ufficiale per aggiornamenti: la formazione docente resta priorità, ma con un equilibrio tra individualità e collettività.