È morta Valeria Fedeli: l'ex ministra dell'Istruzione aveva 76 anni
Valeria Fedeli, figura di spicco del sindacato italiano e della politica del centrosinistra, è deceduta il 14 gennaio 2026 all'età di 76 anni, come annunciato dai familiari. La notizia, diffusa da diversi media nazionali, ha suscitato un'ondata di cordoglio nel mondo politico e sindacale, rendendo il tema attuale per il suo impatto su dibattiti storici su istruzione, parità di genere e impegno civile.

La carriera sindacale: dalle origini alla CGIL
Nata il 29 luglio 1949 a Treviglio, in provincia di Bergamo, Valeria Fedeli iniziò la sua attività professionale come maestra d'asilo a Milano negli anni '70. Trasferitasi a Roma, entrò nel segretariato nazionale della CGIL, il più grande sindacato italiano, dove scalò rapidamente i vertici.
Divenne segretaria generale della Filtea-CGIL, la federazione che rappresenta i lavoratori dei settori tessile, abbigliamento, cuoio e calzature. Nel 2012 assunse la vicepresidenza di Federconsumatori, consolidando il suo ruolo di leader nel mondo del lavoro.
Fedeli lasciò il sindacato nel 2012 per dedicarsi alla politica, un passaggio naturale dopo decenni di battaglie per i diritti dei lavoratori.
L'ingresso in politica: dal Senato al governo Gentiloni

Eletta senatrice con il Partito Democratico alle elezioni del 2013, Fedeli fu nominata vicepresidente del Senato. Tra gennaio e febbraio 2015, subentrò temporaneamente a Pietro Grasso come presidente dell'aula di Palazzo Madama, durante il breve periodo in cui Grasso assunse funzioni di Presidente della Repubblica ad interim dopo la morte di Giorgio Napolitano.
Nel dicembre 2016, con la formazione del governo Gentiloni, fu nominata ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), ruolo che ricoprì fino al 2018. Rieletta senatrice nel 2018, non fu ricandidata alle elezioni politiche del 2022.
Durante il suo mandato ministeriale, si distinse per riforme sull'istruzione e l'università, anche se il suo percorso fu segnato da controversie, come il dibattito sul suo curriculum accademico.
Impegno per i diritti delle donne e la vita privata
Fedeli fu una fervente femminista: nel 2011 fu tra le fondatrici del comitato "Se non ora, quando?", nato per promuovere l'uguaglianza di genere e contrastare le rappresentazioni degradanti delle donne nei media e nella politica, in risposta allo scandalo Rubygate di Silvio Berlusconi.
Sposata con Achille Passoni, senatore PD ed ex dirigente CGIL, viveva a Roma. La coppia condivideva radici comuni nel sindacato e nella politica progressista.

Eredità e reazioni immediate
La scomparsa di Valeria Fedeli, avvenuta a Roma, ha provocato reazioni di commozione da parte di esponenti PD, sindacalisti e attiviste. La sua traiettoria da operaia del tessile a ministra simboleggia un modello di ascesa femminile nella sinistra italiana, con un focus su istruzione inclusiva e parità.
Fedeli lascia un'eredità di militanza che continua a ispirare dibattiti su genere, lavoro e scuola. Il suo impegno ricorda come le battaglie personali possano influenzare politiche nazionali, invitando a riflettere sul ruolo delle donne nella leadership italiana.