Giacomo Poretti: dal cabaret milanese al trio comico più amato d'Italia
Giacomo Poretti è tornato sotto i riflettori grazie a riflessioni sull'attualità, come il suo intervento su Verona Fedele che paragona l'atrio di un condominio milanese allo specchio del mondo del lavoro contemporaneo, confermando la sua capacità di unire umorismo e critica sociale in un periodo di grande popolarità con oltre 1000 ricerche mensili.

Gli umili inizi in una famiglia operaia
Nato il 26 aprile 1956 a Villa Cortese, nel Milanese, Giacomo Poretti cresce in una famiglia di operai, frequentando l'oratorio dove scopre la passione per il teatro. Abbandona gli studi da geometra per lavorare come metalmeccanico in fabbrica, poi, a 18 anni, diventa infermiere all'ospedale civile di Legnano, dove rimane per 11 anni fino a diventare caposala del reparto di Neurologia. Parallelamente, si impegna nella contestazione politica con Democrazia Proletaria e nel cabaret, diplomandosi nel 1983 alla Scuola di Teatro di Busto Arsizio.
Il suo esordio teatrale è nel ruolo di Francesco Sforza ne Il Conte di Carmagnola di Alessandro Manzoni, seguito dal successo con l'ufficiale Sarelli in Questa sera... di Luigi Pirandello.
La formazione del trio leggendario

Nel 1984 forma il duo cabarettistico Hansel e Strüdel con Marina Massironi, sua prima moglie (i due divorzieranno in seguito). Lavora come capovillaggio in Sardegna, dove incontra Aldo Baglio e Giovanni Storti. Nel 1989 scrive Non parole, ma oggetti contundenti, diretto da Storti, e nel 1991 debutta con il trio al Caffè Teatro di Verghera con Galline vecchie fan buon brothers, dando vita ad Aldo, Giovanni e Giacomo.
Il trio rivoluziona la comicità italiana con sketch surreali e milanesi, passando dal cabaret alla TV (Star 90, Professione Vacanze) e al grande schermo.
Successi al cinema e a teatro
Protagonista di film cult come Tre uomini e una gamba (1997), Chiedimi se sono felice (2000), Il ricco, il povero e il maggiordomo (2014) e Il grande giorno (2022), Poretti ha diretto e sceneggiato molte opere, guadagnando un Nastro d'Argento Speciale. A teatro, successi come Tel chi el telùn (1999), Anplagghed (2006) e Ammutta Muddica (2016) celebrano 25 anni di carriera.

Sposato con Daniela Cristofori, con cui ha un figlio, continua a esplorare temi personali.
Progetti recenti e impegno culturale
Dal 2018 conduce Scarp de' tenis su TV2000, raccontando storie di strada, e interpreta Fare un'anima in solitaria. Dal 2019 dirige il Teatro Oscar de Sidera a Milano con Luca Doninelli, portando in scena Chiedimi se sono di turno. Nel 2022 lancia il PoretCast, podcast con ospiti dal mondo dello spettacolo e dell'informazione. Ha pubblicato libri come Alto come un vaso di gerani (2013) e Turno di notte.
Insight finali: un comico con radici profonde
Giacomo Poretti incarna il talento nato dalla gavetta: da infermiere a regista, unisce risata e riflessione sul quotidiano, come nel parallelo tra condominio milanese e precarietà lavorativa. La sua evoluzione dimostra come l'umorismo autentico resti eterno, ispirando generazioni.