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Guinea-Bissau: tra colpi di stato, transizioni autoritarie e instabilità politica

La Guinea-Bissau è al centro dell'attenzione internazionale per l'instabilità politica seguita al colpo di stato del 26 novembre 2025, che ha interrotto il processo elettorale e portato a una transizione militare. Con elezioni presidenziali e legislative programmate per il 6 dicembre 2026, il paese affronta tensioni crescenti, inclusa l'opposizione dei leader che rifiutano di unirsi al governo, rendendo il tema attuale per comprendere le dinamiche dell'Africa Occidentale.

Guinea-Bissau: tra colpi di stato, transizioni autoritarie e instabilità politica

Storia recente e il colpo di stato del 2025

La Guinea-Bissau, ex colonia portoghese indipendente dal 1974, ha una storia segnata da instabilità: almeno quattro colpi di stato dal 1998. L'evento più recente è avvenuto il 26 novembre 2025, un giorno prima dell'annuncio dei risultati delle elezioni del 23 novembre, caratterizzate da un'affluenza del 65% su circa 960.000 aventi diritto.

I militari, autodenominatisi Alto Comando Militare, hanno rovesciato il presidente Umaro Sissoco Embaló, nominando il maggiore generale Horta Inta-a (o colonnello Horta) presidente ad interim. Hanno sequestrato schede elettorali, distrutto server con i risultati e sospeso il processo, citando rischi di guerra civile e legami con il narcotraffico che rendono il paese un "narco-Stato".

La Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) ha condannato l'azione, chiedendo un governo di transizione inclusivo civile di 6-12 mesi, ma senza successo. Un incontro a Bissau il 10 gennaio 2026 ha irrigidito le posizioni senza rotture.

Guinea-Bissau: tra colpi di stato, transizioni autoritarie e instabilità politica

La nuova Costituzione autoritaria

I golpisti hanno approvato una nuova Carta fondamentale, non anticipata all'ECOWAS, che trasforma il regime semi-presidenziale (sul modello portoghese) in uno più centralizzato. Il presidente diventa "chefe único" (unico capo), capo dell'esecutivo con poteri di nominare il governo (incluso il premier) e sciogliere il Parlamento, rinominato Assemblea Nazionale.

Questa modifica rafforza l'autoritarismo, con il Consiglio Nazionale di Transizione che guida verso nuove elezioni entro un anno, ma critici temono una transizione formale senza affrontare corruzione e narcotraffico.

Geografia, popolazione ed economia

Guinea-Bissau: tra colpi di stato, transizioni autoritarie e instabilità politica

Con una popolazione stimata a 2.297.808 abitanti nel 2026 (0,028% della popolazione mondiale), la Guinea-Bissau è un piccolo stato dell'Africa Occidentale con 88 isole e isolotti, spiagge incontaminate, foreste tropicali e una biodiversità eccezionale, ma minacciato dal narcotraffico marittimo.

L'economia dipende da esportazioni di anacardi (80% del PIL agricolo), pesca e aiuti internazionali, con PIL pro capite basso e povertà diffusa. Il golpe aggrava le sfide, inclusa la dipendenza dalle frontiere chiuse post-colpo.

Sfide sociali e prospettive future

Il paese affronta instabilità cronica, con leader dell'opposizione che rifiutano di加入 il governo, come riportato da Africanews. Il pericolo dal mare deriva dal narcotraffico, che sfrutta le rotte atlantiche.

Nonostante le tensioni, la transizione punta alle elezioni del dicembre 2026, fissate da decreto presidenziale del 2026, offrendo una chance per stabilità se inclusiva.

La Guinea-Bissau esemplifica le fragilità post-coloniali africane: una nuova costituzione autoritaria rischia di perpetuare cicli di golpe, ma pressioni regionali come ECOWAS potrebbero spingere verso democrazie inclusive. Monitorare le elezioni del 2026 sarà cruciale per valutare se il paese superi lo status di "narco-Stato" verso uno sviluppo sostenibile.