Influenza K in Italia: La Variante che Mette alla Prova il Sistema Sanitario
Perché l'Influenza K è al Centro dell'Attenzione

L'influenza K rappresenta attualmente una delle sfide sanitarie più significative per l'Italia e il mondo. La variante K del virus A H3N2 è diventata predominante tra i virus respiratori circolanti, generando un'ondata di contagi senza precedenti che ha già superato i 7,5 milioni di casi stagionali nel nostro paese. La rilevanza di questo tema è amplificata dal fatto che gli esperti prevedono un ulteriore rialzo dei contagi dovuto al rientro a scuola e al lavoro dopo le festività, rendendo questa una questione di sanità pubblica che tocca direttamente milioni di italiani.
L'Impatto Globale della Variante K
La variante K non è un fenomeno circoscritto all'Italia. Negli Stati Uniti, l'epidemia alimentata da questa variante ha già causato circa 3.100 morti, inclusi 8 bambini, con ricoveri ospedalieri che hanno più che raddoppiato negli ultimi sette giorni. Anche il Giappone ha dichiarato un'epidemia di influenza dopo una stagione precoce e aggressiva, e il Regno Unito sta affrontando uno degli inverni più critici degli ultimi anni a causa del ceppo H3N2.
La variante K si distingue per il fatto che "mette alla prova la nostra immunità preesistente", il che significa che anche le persone precedentemente esposte a ceppi influenzali possono ammalarsi, complicando ulteriormente la situazione epidemiologica.
La Situazione in Italia: Numeri e Incidenza
Dati Complessivi
Nella prima settimana del 2026, l'incidenza nazionale si attesta a 14,07 casi per mille assistiti, posizionandosi nella fascia di intensità media. Tuttavia, dietro questo dato nazionale si nascondono situazioni regionali molto differenziate. I casi verificati sono circa 19mila, da cui si stima che siano circa 803mila le persone colpite in tutta Italia nella sola prima settimana.
Sebbene si registri una variazione percentuale di -5,3% rispetto alla settimana precedente, i volumi rimangono impressionanti, con circa 803.000 nuovi casi stimati in soli sette giorni.
Le Regioni Più Colpite
Tre regioni superano abbondantemente la media nazionale:
- Campania: 20,52-20,53 casi per mille assistiti (la più colpita)
- Sicilia: 19,41 casi per mille assistiti
- Marche: 18,52 casi per mille assistiti
La situazione in Sicilia è stata definita "grave", con un sovraffollamento ospedaliero oltre il 350%. In altre regioni come il Lazio, si stima che circa 50mila persone siano a letto.

Le Fasce Più Vulnerabili
Bambini: I Più Colpiti
La fascia più vulnerabile è rappresentata dai bambini in età pediatrica (0-4 anni), con un'incidenza che schizza a 37 casi per mille assistiti. Questo dato traduce concretamente le sale d'aspetto dei pediatri stracolme e le difficoltà delle famiglie italiane. Solo tra il 22 e il 28 dicembre si sono registrati oltre 2.200 casi di polmonite.
Per i bambini e i preadolescenti (5-14 anni), l'incidenza è stata di 14,82 casi per mille.
Anziani: Protezione Grazie ai Vaccini
Gli over 70 rappresentano una fascia colpita, ma con incidenze inferiori rispetto ai bambini: 9,49 casi per mille assistiti. Questa protezione relativa è dovuta in gran parte alla campagna vaccinale, che ha raggiunto risultati eccellenti. A Roma, ad esempio, sono state somministrate 1,2 milioni di dosi agli anziani, garantendo un'ottima risposta immunitaria.
Altre Fasce di Età
- Adolescenti e adulti (15-64 anni): 13,76 casi per mille assistiti
- Over 65: 7,4 casi per mille assistiti
Il Ceppo Virale Predominante
Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), il ceppo A H3N2 e in particolare la variante K è predominante tra i virus circolanti. L'influenza A H1N1 è presente, ma meno diffusa, con i ceppi identificati esclusivamente nel subclade D.3.1.
Nella prima settimana del 2026, su 3.472 campioni clinici ricevuti dai laboratori della rete InfluNet, 1.357 sono risultati positivi al virus influenzale (A e B), mentre 539 sono risultati positivi per altri virus respiratori, inclusi 55 per SARS-CoV-2.

Il Picco Epidemiologico: Quando Arriverà?
Secondo gli ultimi dati della prima settimana del 2026, il picco sembra essere imminente, con i nuovi casi settimanali che si attestano a quota 802.879. Tuttavia, esiste un dibattito tra gli esperti: è davvero il picco della curva, o stiamo guardando un "effetto ottico" causato dalle festività natalizie?
Quello che è certo è che si attende un ulteriore rialzo dovuto al rientro a scuola e al lavoro dopo le festività, il che significa che i prossimi giorni e settimane saranno critici per il sistema sanitario italiano.
Pressione sugli Ospedali
Il tasso di positività per l'influenza nel flusso ospedaliero è pari al 40,5% nella settimana 2026-01, un dato che evidenzia la significativa pressione sulle strutture sanitarie. Nel Regno Unito, gli ospedali rimangono estremamente affollati, con circa il 95% dei letti per adulti occupati, e una situazione simile si sta verificando anche in Italia.
Consigli degli Esperti
Gli esperti sono concordi nel sottolineare l'importanza della vaccinazione come misura preventiva principale. Inoltre, è stato ribadito che non bisogna ricorrere agli antibiotici in modo indiscriminato, poiché l'influenza è una malattia virale e gli antibiotici non sono efficaci contro i virus.
La campagna vaccinale ha dimostrato di essere particolarmente efficace negli anziani, come evidenziato dai dati di Roma, dove l'incidenza tra gli over 70 rimane bassa grazie all'eccellente risposta alla vaccinazione.
Conclusioni: Un Inverno Ancora Lungo
L'influenza K rappresenta una sfida significativa per il sistema sanitario italiano e mondiale. Sebbene alcuni dati suggeriscano una lieve diminuzione dell'incidenza nella prima settimana di gennaio 2026, i volumi rimangono impressionanti, e gli esperti prevedono un ulteriore aumento nei prossimi giorni a causa del rientro dalle festività. La variante K, con la sua capacità di mettere alla prova l'immunità preesistente, continuerà a circolare per le prossime settimane, rendendo la vaccinazione e le misure preventive fondamentali per proteggere soprattutto i bambini e le fasce più vulnerabili della popolazione. L'Italia, come il resto del mondo, dovrà affrontare un inverno ancora lungo, dove la preparazione dei sistemi sanitari e la consapevolezza della popolazione giocheranno un ruolo cruciale nel contenere l'impatto di questa epidemia.