Jerome Powell: il presidente della Fed sotto indagine penale del DOJ
Jerome Powell, presidente della Federal Reserve (Fed), la banca centrale degli Stati Uniti, è attualmente al centro di un'attenzione mediatica senza precedenti a causa di un'indagine penale lanciata dal Dipartimento di Giustizia (DOJ). Questa vicenda, emersa il 11 gennaio 2026, solleva interrogativi cruciali sull'indipendenza della Fed in un contesto di tensioni con l'amministrazione presidenziale di Donald Trump, influenzando i mercati asiatico-pacifici e globali.

Chi è Jerome Powell
Jerome Hayden Powell, nato nel 1953, è un economista e banchiere statunitense con una carriera consolidata nel settore finanziario e pubblico. Nominato governatore della Fed nel 2012 sotto Barack Obama, è stato elevato a presidente dal primo mandato di Donald Trump il 5 febbraio 2018, per un quadriennio rinnovato il 23 maggio 2022. Il suo mandato come presidente scade a maggio 2026, ma rimarrà membro del Board of Governors fino al 2028.
Prima della Fed, Powell ha lavorato come partner presso The Carlyle Group (1997-2005), visiting scholar al Bipartisan Policy Center e alti funzionari al Tesoro USA sotto George H.W. Bush, gestendo politiche su istituzioni finanziarie e debito pubblico. La sua nomina riflette un profilo bipartisan, avendo servito sotto quattro amministrazioni repubblicane e democratiche.
Il ruolo della Federal Reserve e il mandato di Powell

Come presidente del Board of Governors e del Federal Open Market Committee (FOMC), Powell guida la politica monetaria USA, con l'obiettivo duale di massima occupazione e stabilità dei prezzi (inflazione moderata al 2%). La Fed promuove anche la stabilità finanziaria, monitorando rischi sistemici. Sotto la sua guida, la Fed ha navigato crisi come la pandemia COVID-19 e l'inflazione post-bellica, mantenendo tassi di interesse elevati per contrastare pressioni inflazionistiche, nonostante le critiche di Trump che li ritiene "troppo alti" e dannosi per l'economia.
L'indagine del DOJ: fatti e sviluppi recenti
Il 9 gennaio 2026 (venerdì), il DOJ ha notificato alla Fed subpoena di un grand jury, minacciando un'incriminazione penale contro Powell per la sua testimonianza al Senato Banking Committee di giugno 2025. L'accusa formale riguarda un progetto pluriennale di ristrutturazione degli edifici storici della Fed a Washington, con presunti sforamenti di costi attribuiti a aumenti imprevisti, ma che la Fed sostiene ridurranno spese a lungo termine consolidando operazioni.
Powell, in un video-statement del 11 gennaio 2026, ha confermato l'indagine, definendola un "pretesto" per pressioni politiche volte a imporre tagli ai tassi di interesse contro l'evidenza economica. Ha sottolineato: "Nessuno, certo non il presidente della Fed, è al di sopra della legge", ma ha contestualizzato l'azione come escalation delle minacce dell'amministrazione Trump, che ha pubblicamente attaccato Powell durante un tour dei lavori, correggendo errori del presidente sui costi. Trump ha negato coinvolgimento, criticando Powell per i tassi "troppo alti" che "hanno ferito molte persone".

Legislatori di entrambi i partiti hanno reagito con critiche, con alcuni oppositori alla conferma di nuovi nomine Fed fino alla risoluzione.
Implicazioni politiche ed economiche
Questa indagine rappresenta un'escalation nel scontro tra Trump e Powell, iniziato nel primo mandato presidenziale. Powell insiste sull'indipendenza della Fed: "La politica monetaria deve basarsi su evidenze ed economia, non su pressioni politiche". I mercati reagiscono con volatilità, come visto nelle sessioni miste asiatico-pacifiche, preoccupati per l'erosione dell'autonomia della banca centrale, pilastro della stabilità globale.
Fatti chiave:
- Indagine legata a testimonianza su ristrutturazioni, ma Powell la vede come ritorsione per tassi non allineati alle preferenze presidenziali.
- Powell ha servito senza "paura o favoritismi politici", focalizzandosi su mandato statutario.
- Mercati monitorano: tassi alti persistono per controllare inflazione, ma pressioni crescono.
Conclusioni e prospettive
L'indagine su Jerome Powell pone una sfida esistenziale all'indipendenza della Federal Reserve, essenziale per la credibilità della politica monetaria USA e globale. Se confermata come pretesto politico, potrebbe erodere la fiducia degli investitori e influenzare decisioni sui tassi, con ripercussioni su occupazione, inflazione e crescita. Powell ha ribadito il suo impegno: "Continuerò il lavoro con integrità al servizio del popolo americano". Gli sviluppi legali, con il mandato in scadenza a maggio 2026, saranno decisivi per il futuro della Fed in un'era di polarizzazione politica.