Back

jonathan rivolta

Jonathan Rivolta: la legittima difesa che divide l'Italia a Lonate Pozzolo

Il caso di Jonathan Rivolta è balzato agli onori delle cronache nazionali il 14 gennaio 2026, a seguito di un furto degenerato in tragedia a Lonate Pozzolo, nel Varesotto. Con oltre 2000 ricerche online e commenti di figure politiche come Matteo Salvini, il tema della legittima difesa torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico, in un contesto di crescenti preoccupazioni per la sicurezza domestica.

Jonathan Rivolta: la legittima difesa che divide l'Italia a Lonate Pozzolo

Il profilo di Jonathan Rivolta

Jonathan Maria Rivolta, 33enne ricercatore, vive con i genitori nella villetta di Sant’Antonino a Lonate Pozzolo. Laureato con una magistrale in Economia e Gestione Aziendale, una triennale in Scienze della Comunicazione e un dottorato in Management, Rivolta è descritto come un appassionato di trekking, con un kit di sopravvivenza che include il coltello coinvolto nell’episodio.

Familiari e amici lo difendono con fermezza: «Indagato? Per quale motivo se è la vittima?», affermano all’uscita dall’ospedale, esprimendo fiducia nella giustizia. Il padre ha commentato: «Ha fatto quello che doveva fare». Non emergono legami con attività criminali, nonostante il territorio sia noto per infiltrazioni di cosche come la ‘ndrangheta.

La ricostruzione dei fatti

Mercoledì 14 gennaio, intorno all’ora di pranzo, due intrusi – convinti che la casa fosse vuota – rompono il vetro della porta finestra della cucina. Insospettito dai rumori e dal campanello, Rivolta scende dal piano superiore armato di un coltello da kit di sopravvivenza per trekking.

Jonathan Rivolta: la legittima difesa che divide l'Italia a Lonate Pozzolo

Nella colluttazione, gli aggressori lo pestano con calci e pugni, facendogli sbattere la testa contro lo stipite. Rivolta ferisce mortalmente uno dei due, Adamo Massa (o Masso), 37enne italiano di etnia rom con numerosi precedenti per furti e truffe, residente in un campo nomadi di via Unione Sovietica a Torino. I complici scaricano Massa ferito all’ospedale di Magenta, dove muore poco dopo, lasciando una scia di sangue dalla villetta al cancello.

Rivolta, medicato all’ospedale di Gallarate per le ferite, è stato sentito dal pubblico ministero Nadia Calcaterra di Busto Arsizio. I carabinieri stanno analizzando telecamere e piste per identificare i complici.

Lo stato delle indagini

Al momento, Jonathan Rivolta non è indagato. L’inchiesta è aperta per tentata rapina, con i primi riscontri che puntano alla legittima difesa. È stata disposta l’autopsia su Massa, e gli accertamenti proseguono, ma il racconto di Rivolta appare coerente.

Jonathan Rivolta: la legittima difesa che divide l'Italia a Lonate Pozzolo

Sul territorio, amici e parenti hanno organizzato una sorta di «servizio d’ordine» per prevenire ritorsioni, in un’area segnata da precedenti furti a domicilio attribuiti a nomadi.

Il dibattito politico e sociale

L’episodio ha riacceso il confronto sulla legittima difesa. Matteo Salvini ha twittato: «Solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso!». Il sindaco leghista di Lonate Pozzolo, Elena Carraro, invoca «più forze dell’ordine sul territorio».

Il caso evidenzia un problema ricorrente: sequenze di assalti a domicilio nella zona, alimentando tensioni su sicurezza e immigrazione.

In un’Italia divisa, il destino di Rivolta – da vittima a possibile indagato – dipenderà dalle perizie balistiche e testimoniali, mentre il paese riflette sui confini tra difesa e eccesso. Le indagini chiariranno se la mano «istintivamente alzata» con il coltello sia stata proporzionata alla minaccia.