L'INGV: L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, baluardo della sorveglianza sismica italiana
L'INGV è al centro dell'attenzione nel 2026 grazie al recente report annuale sui terremoti del 2025, che ha localizzato 15.759 eventi sismici in Italia, confermando una sismicità stabile ma costante e ricordando l'importanza del monitoraggio in un Paese ad alto rischio. Con oltre 3.000 scosse solo nelle Marche e picchi ai Campi Flegrei, questi dati – diffusi proprio in questi giorni – sottolineano la rilevanza attuale dell'istituto per la sicurezza pubblica e la prevenzione.

Cos'è l'INGV e quali sono le sue missioni principali
L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è l'ente pubblico italiano dedicato allo studio e al monitoraggio di terremoti, vulcani e fenomeni geofisici. Nato nel 1999, opera attraverso Sale Operative a Roma, Napoli e Catania, gestendo la Rete Sismica Nazionale (RSN) per una sorveglianza 24/7. Il direttore del Dipartimento Terremoti, Salvatore Stramondo, enfatizza come queste infrastrutture permettano di rilevare eventi in tempo reale, fornendo dati essenziali per la protezione civile.
Le attività includono non solo il rilevamento, ma anche la ricerca scientifica: mappe interattive, shakemaps (che mostrano l'impatto sul territorio) e dataset storici come l'HSFIT su faglie superficiali del Novecento. Sul sito terremoti.ingv.it, gli utenti accedono a liste aggiornate in tempo reale.
I dati sismici del 2025: numeri e tendenze

Nel 2025, l'INGV ha registrato 15.759 terremoti, mediamente 43 al giorno (uno ogni 33 minuti), un dato stabile rispetto al 2024 e agli ultimi anni (tra 16.000 e 17.000 eventi annui). Solo il 10% ha superato magnitudo 2.0, e nessuno ha raggiunto o superato 5.0 sul territorio nazionale.
Distribuzione regionale:
- Sicilia leader per eventi ≥2.0 (288), seguita da Campania e Calabria.
- Marche e Umbria dominano per scosse totali (oltre 3.000 nelle Marche), influenzate dalla densità della rete sismica.
- Sequenza Amatrice-Visso-Norcia (dal 2016): costante, con oltre 1.000 eventi ≥1.0 e 28 tra 3.0-3.9.
Nessun evento estremo, ma stabilità che non esclude rischi locali.
Eventi principali e aree critiche nel 2025
Il 2025 ha visto sequenze sismiche moderate, senza grandi crisi ma con picchi significativi:

- Campi Flegrei (crisi bradisismica): Due terremoti da Md 4.6 (13 marzo vicino Bagnoli e 30 giugno nel golfo), i più forti dell'anno in quell'area, più altri tre ≥4.0 (13 maggio Md 4.4, 18 luglio e 1 settembre Md 4.0).
- Adriatico e Gargano: Evento più energetico Mw 4.8 (14 marzo al largo di Foggia); nelle Marche, ML 4.4 (Mw 4.2) il 6 ottobre al largo di Pesaro-Ancona (profondità 8 km, percepito fino a IV grado MCS).
- Altri: Eventi come ML 1.1 vicino Pioraco (MC) il 13 agosto, monitorati in tempo reale.
Queste mappe interattive sul Blog INGVterremoti dettagliano parametri, profondità e impatti.
Il ruolo dell'INGV nella prevenzione e ricerca
Oltre al monitoraggio, l'INGV avanza la geofisica: shakemaps valutano danni potenziali, questionari "Hai sentito il terremoto?" raccolgono percezioni (es. 500 per l'evento marchigiano). Progetti come EPOS (finanziato dal MUR fino al 2027) integrano dati storici su faglie.
La ricerca previene rischi, informando piani urbanistici e allerta civili in un'Italia con 43 scosse medie giornaliere.
In conclusione, l'INGV rappresenta un pilastro per la resilienza italiana: i dati 2025 mostrano stabilità, ma evidenziano la necessità di vigilanza continua su aree come Campi Flegrei e Adriatico. Con strumenti avanzati, l'istituto non solo informa, ma salva vite promuovendo una cultura della prevenzione.