La battaglia legale tra Valentino e Graziano Rossi: dalla pista ai tribunali
Introduzione: quando la famiglia diventa questione giudiziaria

La storia di Valentino Rossi, leggenda mondiale della MotoGP con nove titoli mondiali, è da sempre legata a quella di suo padre Graziano, ex pilota motociclista degli anni '80 e figura centrale nella sua carriera. Tuttavia, negli ultimi due anni questa relazione familiare storica si è trasformata in uno scontro giudiziario che ha coinvolto tribunali civili e penali, sollevando questioni complesse attorno alla capacità mentale, alla gestione patrimoniale e ai presunti abusi. La vicenda, emersa pubblicamente nel gennaio 2026, rappresenta un momento di tensione senza precedenti tra i due, con implicazioni legali ancora in corso di definizione.
La nomina ad amministratore di sostegno: il primo capitolo
Nel 2024, Valentino Rossi ha chiesto e ottenuto di diventare amministratore di sostegno di suo padre Graziano, allora settantenne. Una perizia medica di parte aveva stabilito che il padre fosse fragile e incapace di provvedere a sé stesso, pur mantenendo alcune capacità come la guida dell'automobile e persino la partecipazione a gare di rally. Questa decisione legale ha conferito a Valentino il controllo sulla gestione dei beni e degli affari personali di Graziano.
Durante l'esercizio di questa funzione, il campione ha esaminato i conti correnti del padre e ha scoperto una serie di movimenti finanziari sospetti verso l'attuale compagna di Graziano, una impiegata pubblica di 54-55 anni.
La revoca dell'amministrazione e il verdetto del giudice
La situazione si è capovolta drammaticamente a marzo 2025, quando Graziano ha chiesto la revoca dell'amministrazione di sostegno, rivendicando la propria autonomia personale e patrimoniale. Il figlio ha risposto negativamente a questa richiesta, dando inizio a una battaglia legale civile.

Il 4 marzo 2025, il giudice Davide Storti del tribunale civile di Pesaro ha revocato l'incarico a Valentino Rossi, dichiarando che Graziano era "in piena capacità di intendere e di volere". Questa sentenza ha rappresentato una sconfitta significativa per il campione, il quale non ha presentato appello. Tuttavia, il verdetto civile non ha chiuso la questione sul piano penale.
La denuncia per circonvenzione d'incapace
Nonostante la revoca dell'amministrazione, Valentino ha deciso di procedere per via penale, denunciando l'attuale compagna del padre per circonvenzione d'incapace. Secondo l'accusa, la donna avrebbe sottratto dal conto di Graziano:
- 176.000 euro tracciati (di cui 100.000 con la causale "prestito")
- 34.000 euro in contanti
Questi prelievi sarebbero avvenuti nell'arco di dodici anni di relazione, per un totale di circa 200.000 euro.
Le perizie psichiatriche: contraddizioni e chiarimenti
La vicenda ha generato una serie di perizie e controperizie, almeno cinque in totale, svolte tra Pesaro e Bologna. L'ultima perizia, affidata dal giudice istruttore (gip) di Pesaro al professor Luca Cimino di Bologna, ha confermato che Graziano non ha bisogno di amministratori di sostegno e possiede piena capacità di intendere e di volere.

Questa conclusione medico-legale rappresenta un elemento cruciale che complica la posizione di Valentino nella denuncia penale: se Graziano era effettivamente capace di intendere e di volere durante il periodo in cui avrebbero avuto luogo i prelievi, la fattispecie di circonvenzione d'incapace diventa più difficile da provare.
Lo stato attuale dell'inchiesta
Mentre sul piano civile la questione è stata chiusa con la revoca dell'amministrazione, l'inchiesta penale prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. La compagna di Graziano rimane al centro dell'indagine, con l'accusa di aver approfittato della fragilità del padre di Valentino per sottrargli denaro.
La situazione rimane complessa e in evoluzione, con questioni ancora da dirimere riguardanti la legittimità dei prelievi, le intenzioni della donna e il grado effettivo di capacità di Graziano Rossi durante il periodo contestato.
Conclusioni: una famiglia divisa davanti alla legge
La vicenda tra Valentino e Graziano Rossi rappresenta un caso emblematico di come conflitti familiari possono trasformarsi in complesse battaglie giudiziarie, coinvolgendo questioni di diritto civile e penale. Mentre Valentino Rossi ha visto revocato il suo ruolo di amministratore di sostegno, la denuncia penale contro la compagna del padre rimane aperta, suggerendo che il conflitto familiare è tutt'altro che concluso. Il verdetto finale dipenderà da come i tribunali valuteranno le prove relative alle sottrazioni di denaro e alla reale capacità di Graziano Rossi nel periodo in questione.