Matteo Berrettini: il ritorno del gladiatore azzurro tra infortuni e ambizioni nel 2026
Matteo Berrettini è al centro dell'attenzione del tennis italiano nel 2026, con oltre 5000 ricerche mensili che riflettono l'interesse per il suo ritorno agonistico dopo infortuni cronici. L'attualità è segnata dal suo forfait agli Australian Open per problemi agli addominali e da recenti exploit in Sudamerica, come l'esordio vincente a Rio de Janeiro, che lo proiettano verso una stagione di rilancio.
La carriera di un talento tormentato
Matteo Berrettini, nato a Roma nel 1996, è uno dei pilastri del tennis azzurro. Finalista a Wimbledon 2021, ha raggiunto il picco alla posizione n.6 ATP e vanta un record di tre vittorie su Alex de Minaur. Il suo stile aggressivo, con servizio potente e dritto "martellante", lo rende temibile su erba e cemento, ma gli infortuni – caviglia, addominali, schiena – ne hanno frenato l'ascesa, relegandolo attualmente al n.56 mondiale.
Ha contribuito decisivamente alla vittoria italiana in Coppa Davis, esaltandosi nei momenti chiave contro i top player.
Il disastro Australian Open e la preparazione off-season

Il 2026 è iniziato in salita: sorteggiato contro De Minaur (n.6 ATP) alla Rod Laver Arena, Berrettini si è ritirato prima del debutto per un fastidio agli obliqui addominali. "Ho avvertito un fastidio, fa male rinunciare ma non resterò fermo a lungo", ha dichiarato su Instagram dopo 4 settimane di allenamenti intensi. Non aveva nemmeno giocato l'esibizione contro Cobolli.
In off-season, si è allenato a Dubai con coach Alessandro Bega e possibile new entry Thomas Enqvist (ex n.4 ATP), dividendo il campo con Jannik Sinner. Priorità: "Stare bene e godermi il viaggio", senza obiettivi rigidi di classifica per evitare pressioni.
Risultati recenti: Sudamerica come trampolino
Dopo il forfait australiano, Berrettini ha scelto tornei minori per ritrovare ritmo:

- ATP Buenos Aires (250): eliminato al secondo turno da Vit Kopriva (6-4 6-3), ma ha elogiato l'atmosfera argentina: "Siamo latini, qui c'è cuore. Non venivo da Córdoba a 17 anni".
- ATP Rio de Janeiro (500): buon esordio contro Tomas Barrios Vera (7-6 7-5 in 2h25'), prossimo avversario Dusan Lajovic. Rimangono in gara anche Passaro, mentre Darderi è fuori per Cerundolo.
Questi match, su terra rossa, testano la sua resistenza fisica in vista di punti da difendere (es. Doha 100, Miami 200).
| Torneo | Risultato | Avversario |
|---|---|---|
| Australian Open | Ritirato (infortunio) | De Minaur |
| Buenos Aires | 2° turno | Kopriva (6-4 6-3) |
| Rio de Janeiro | 2° turno (in corso) | Barrios Vera (7-6 7-5), vs Lajovic |
Prospettive e vita oltre il campo
Al 100% della forma, Berrettini punta a Top 20 o Top 10, specialmente su erba e cemento. Non iscritto ai pre-Australian Open, potrebbe saltare wild card per qualificazioni. Fuori dal campo, sorprende: sogna di diventare DJ e apprezza moda e hobby rilassanti.
La sfortuna può diventare opportunità: "Evolvermi, non ritrovarmi", dice, più maturo nel gestire difficoltà post-Davis.
Berrettini incarna la resilienza italiana nel tennis: infortuni lo frenano, ma vittorie come Rio e il potenziale contro top player lo rendono outsider pericoloso per gli Slam. Con Bega e un team rinnovato, il 2026 potrebbe riportarlo ai quarti o oltre, ispirando fan e rivali – basta salute per far esplodere il suo "martello".