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Stellantis crolla in Borsa: la retromarcia sull'elettrico costa 22 miliardi

Perché questa notizia è importante

Stellantis crolla in Borsa: la retromarcia sull'elettrico costa 22 miliardi

La decisione di Stellantis di rivedere la propria strategia sulla transizione elettrica rappresenta un momento cruciale per il settore automobilistico europeo. Il colosso italo-franco-statunitense ha annunciato oneri record da 22,2 miliardi di euro nel secondo semestre 2025, segnando una correzione significativa rispetto ai piani precedenti e generando una reazione drammatica nei mercati finanziari. Questa vicenda riflette le difficoltà strutturali dell'industria automobilistica nel gestire la transizione verso l'elettrico e le preferenze effettive dei consumatori.

Il crollo in Borsa e le perdite finanziarie

Il titolo Stellantis ha subito un tonfo drammatico a Piazza Affari, perdendo oltre il 25% e chiudendo a 6,11 euro per azione, ai minimi storici. In una singola seduta, il gruppo ha bruciato oltre 5 miliardi di capitalizzazione, mentre in meno di due anni la società ha perso circa 61 miliardi di capitalizzazione complessiva. Dal picco di marzo 2024, il titolo è crollato di quasi l'80%.

Le perdite stimate per il secondo semestre 2025 sono comprese tra 19 e 21 miliardi di euro, accompagnate dall'annuncio della sospensione della distribuzione dei dividendi per il 2026. Secondo il CFO Joao Laranjo, non è previsto alcun aumento di capitale, rassicurando il mercato sulla solidità della struttura finanziaria.

La revisione della strategia sull'elettrico

Stellantis crolla in Borsa: la retromarcia sull'elettrico costa 22 miliardi

Il nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, in carica da giugno 2025, ha definito la revisione strategica un passaggio necessario per "correggere la sovrastima della transizione energetica". La nuova strategia comporta:

  • Rallentamento dell'espansione EV e ritorno a un mix equilibrato di motorizzazioni (elettriche, ibride e tradizionali)
  • Cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività
  • Valorizzazione dei mercati più redditizi, in particolare il Nord America
  • Libertà di scelta dei clienti come punto di riferimento delle decisioni aziendali

La reazione negativa del mercato è stata determinata principalmente dallo stop ai dividendi e dall'annuncio dei maxi-oneri, considerati il risultato di una strategia precedentemente sovrastimata rispetto alla reale domanda dei consumatori.

I risultati operativi e lo sguardo al futuro

Nonostante le difficoltà, Stellantis ha registrato consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua. La crescita è stata trainata principalmente dal Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%, mentre si è registrata crescita anche in Sud America, Medio Oriente, Africa, Cina, India e Asia-Pacifico.

Filosa ha assicurato che il gruppo prevede di essere redditizio per tutto il 2026, sostenuto dalla crescita in Nord America e dalle consegne globali. L'azienda dispone di una liquidità di 46 miliardi di euro e ha già annunciato l'emissione di bond ibridi per 5 miliardi nei prossimi anni per rafforzare ulteriormente la posizione finanziaria.

Stellantis crolla in Borsa: la retromarcia sull'elettrico costa 22 miliardi

Le sfide future e le priorità

Secondo gli analisti di Citi, una riduzione della capacità produttiva sarà necessaria alla luce del calo delle quote di mercato di Stellantis in Europa e Stati Uniti. Filosa non si è sbilanciato sulla questione, ribadendo però la volontà di risalire rapidamente la china delle vendite e aumentare i volumi produttivi nel mondo.

Il gruppo ha programmato un Investor Day per il 21 maggio 2026, durante il quale condividerà tutti i dettagli della nuova strategia. Nel frattempo, le priorità rimangono: colmare i gap di esecuzione del passato, gestire le criticità pregresse e dare impulso ai primi segnali di rinnovata crescita.

Conclusioni

La retromarcia di Stellantis sull'auto elettrica rappresenta un momento di verità per l'industria automobilistica, evidenziando il divario tra le aspettative normative e le preferenze reali dei consumatori. Sebbene il mercato abbia reagito con estremo scetticismo, il nuovo management ha dimostrato di possedere una solida base finanziaria e una strategia rinnovata orientata alla redditività. La sfida principale per Filosa sarà riconquistare la fiducia degli investitori attraverso risultati concreti, affrontando al contempo le criticità strutturali del gruppo e la necessità di riposizionare la capacità produttiva globale. Gli sviluppi dei prossimi mesi, in particolare l'Investor Day di maggio, saranno determinanti per valutare la credibilità del piano di rilancio e la possibilità di una ripresa del titolo in Borsa.