Valeggio sul Mincio: l'ambiziosa candidatura alla Capitale Italiana della Cultura 2028 e la delusione delle finali
Valeggio sul Mincio è al centro dell'attualità culturale italiana grazie alla recente esclusione dalle dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, annunciata il 20 gennaio 2026. Con oltre 1000 ricerche mensili, il tema riflette l'interesse per questa perla della bassa veronese, che ha saputo mobilitare un'intera comunità in un progetto ambizioso nonostante l'esito negativo.

La candidatura: un progetto condiviso e radicato nel territorio
Valeggio sul Mincio, incastonata lungo il fiume Mincio tra Verona e il Lago di Garda, ha lanciato la sua candidatura ufficiale per Capitale Italiana della Cultura 2028 con un approccio condiviso, inclusivo e sostenibile. Il progetto mirava a valorizzare identità locale, paesaggio, arte e partecipazione comunitaria, coinvolgendo istituzioni, associazioni, cittadini, giovani e tessuto socio-economico dal scorsa estate fino a gennaio 2026.
Il sindaco Alessandro Gardoni ha descritto il percorso come un'"impresa straordinaria", con una proposta che pone al centro l'arditezza di un pensiero contemporaneo: dalla cura di sé alla cura della comunità e del territorio. La sinergia con Verona, Mantova e l'entroterra gardesano ha rafforzato una visione condivisa, trasformando la candidatura in un'opportunità per riflettere sull'identità culturale del luogo.

L'esclusione dalle finaliste: reazioni e delusione
Il 20 gennaio 2026, il Ministero della Cultura ha rivelato le dieci finaliste, escludendo Valeggio sul Mincio dal gruppo. Nessun comune del Nord Italia – dal Piemonte al Veneto – è entrato nella shortlist, suscitando delusione tra i "valligiani" e critiche politiche.
Il consigliere regionale veronese della Lega, Filippo Rigo, ha espresso rammarico: "Un vero peccato per questa perla della bassa veronese, che non ha nulla da invidiare ad altre zone d'Italia in termini di bellezza e offerta culturale". Ha lodato le finaliste come Forlì (Emilia-Romagna) e Sarzana (Liguria), ma ha evidenziato uno squilibrio geografico.

Nonostante ciò, Gardoni ha reagito con ottimismo: "Siamo orgogliosi di aver gettato il cuore oltre l'ostacolo in un percorso di altissimo livello. La comunità ha dimostrato di essere viva e capace di fare squadra".
Il lascito positivo: energie e progettualità per il futuro
L'esclusione non ferma Valeggio. Il lavoro svolto ha creato idee, relazioni e progettualità concrete, con un "lasciato" solido per iniziative future. Il Comune intende investire sull'entusiasmo generato, traducendolo in azioni culturali durature che promuovano talenti locali e sostenibilità.
Valeggio emerge come esempio di determinazione territoriale: un piccolo comune (circa 17.000 abitanti) che osa sfidare realtà più grandi, confermando le sue eccellenze in paesaggio fluviale, tradizioni e vivacità comunitaria.
In conclusione, la candidatura di Valeggio sul Mincio alla Capitale della Cultura 2028 rappresenta un trampolino per lo sviluppo culturale, trasformando una delusione in opportunità. La comunità ha acquisito visione e coesione, pronti a tradurre l'esperienza in iniziative concrete che renderanno il territorio ancora più attraente. Avanti tutta, come dice il sindaco: il Nord ha energie da vendere.