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vangelo 13 gennaio 2026

Vangelo del 13 gennaio 2026: L'autorità di Gesù contro il male

Il Vangelo del 13 gennaio 2026, martedì della I settimana del Tempo Ordinario e festa di Sant'Ilario di Poitiers, cattura l'attenzione di migliaia di fedeli in Italia grazie alla sua proclamazione quotidiana nella Messa e ai commenti diffusi online da fonti ecclesiali autorevoli. In un contesto di oltre 2000 ricerche mensili, questo passo evangelico è attuale per il suo messaggio sull'autorità di Gesù che sfida il male, offrendo ispirazione spirituale in tempi di incertezze personali e sociali.

Vangelo del 13 gennaio 2026: L'autorità di Gesù contro il male

Il testo del Vangelo: Marco 1,21b-28

Il passo tratto dal Vangelo secondo Marco descrive Gesù che entra di sabato nella sinagoga di Cafarnao e insegna con un'autorità unica, diversa da quella degli scribi, stupendo i presenti. Improvvisamente, un uomo posseduto da uno spirito impuro grida: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!». Gesù ordina severamente: «Taci! Esci da lui!». Lo spirito impuro, straziando l'uomo e gridando, lo abbandona. La folla, attonita, commenta: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La fama di Gesù si diffonde in tutta la Galilea.

La liturgia completa include la prima lettura da 1 Samuele 1,9-20, sulla preghiera di Anna che porta alla nascita di Samuele, e l'acclamazione da 1 Tessalonicesi 2,13.

L'insegnamento con autorità: dominio o servizio?

Vangelo del 13 gennaio 2026: L'autorità di Gesù contro il male

Gesù non insegna come gli scribi, basati su tradizioni, ma con potere divino intrinseco, rivelando la sua identità messianica. I commenti sottolineano come la sua presenza non sia neutrale: il male si manifesta e viene smascherato. L'Arcivescovo di Ancona, Mons. Angelo Spina, riflette su questo episodio enfatizzando l'autorità liberatrice di Cristo, contrapposta al dominio oppressivo degli spiriti impuri.

Un video commento evidenzia: «Gesù entra nella sinagoga e stupisce i presenti insegnando con autorità. Non è solo la profondità delle sue parole, ma il potere che le accompagna».

Il confronto con il male: non dialogare, ma comandare

Il demone riconosce Gesù come «Santo di Dio», ma Cristo non entra in dialogo: ordina silenzio e uscita immediata. Fra Stefano M. Bordignon spiega: «Con il male non si tratta, si taglia. Quando arriva un pensiero oscuro o una tentazione, non dialogare, ma dire: 'Nel nome di Gesù, vattene'». Questo insegna a resistere alle influenze negative interne, come rancori o paure, trasformandole in vittorie spirituali.

Vangelo del 13 gennaio 2026: L'autorità di Gesù contro il male

Don Francesco Cristofaro aggiunge: «Gesù non entra in dialogo con il male», schierandosi sempre con la verità.

Messaggio contemporaneo: esorcismo contro le paure quotidiane

Paolo Tablazoni su Famiglia Cristiana interpreta l'episodio come esorcismo divino contro le paure moderne: Gesù scaccia «voci» che imprigionano, invitando a invocarlo per liberarsi da ansie e dipendenze. «Oggi possiamo chiedere al Signore di operare questi esorcismi su ciascuno di noi».

LaChiesa.it collega il tutto alla gioia della fede: i credenti devono essere «parole» vive di Dio, certi di non essere mai soli.

In sintesi, il Vangelo del 13 gennaio 2026 invita a riconoscere l'autorità di Gesù come forza liberatrice, applicabile oggi per vincere il male interiore con prontezza e fede. Riflettendo su questi commenti, emerge un invito pratico: imitare Cristo nel tagliare netto con il negativo, coltivando una vita di maggiore libertà spirituale.