Xabi Alonso: la leggenda basca dal trionfo al Leverkusen all'esonero shock al Real Madrid
Il nome di Xabi Alonso è tornato prepotentemente alla ribalta oggi, 12 gennaio 2026, con l'annuncio ufficiale del suo esonero dal Real Madrid dopo soli sette mesi sulla panchina della prima squadra. La sconfitta per 3-2 contro il Barcellona in finale di Supercoppa di Spagna ha segnato la fine del suo breve ritorno al club che lo ha reso leggenda, in un contesto di risultati altalenanti che hanno alimentato tensioni interne.

La carriera da calciatore: un centrocampista mondiale
Xabi Alonso, nato il 25 novembre 1981 a Tolosa (Francia) da genitori baschi, ha costruito una carriera straordinaria come centrocampista elegante e tatticamente impeccabile. Cresciuto nelle giovanili della Real Sociedad, ha debuttato in prima squadra nel 1999, vincendo due La Liga consecutive (2002-03 e 2003-04).
Il passaggio al Liverpool nel 2004 lo ha reso icona europea: decisivo nella finale di Champions League 2005 contro il Milan (remontada da 3-0 a 3-3, vittoria ai rigori). Dal 2009 al 2014 al Real Madrid, ha collezionato 236 presenze e sei trofei, inclusa la "Decima" Champions nel 2014 a Lisbona, una Liga, due Coppe del Re e altre competizioni.
Con il Bayern Monaco (2014-2017) ha vinto tre Bundeslighe consecutive, prima del ritiro. In Nazionale spagnola, ha conquistato il Mondiale 2010 in Sudafrica e due Europei (2008 e 2012), con 114 presenze e 16 gol.
L'ascesa da allenatore: l'invincibile Leverkusen

Iniziata nel settore giovanile del Real Madrid (U14 nel 2018-2019, fino alla Giovanile A nel 2022-2023 con un triplete), la carriera di allenatore di Alonso è esplosa al Bayer Leverkusen dal 2022. Nel 2023-2024 ha guidato i tedeschi a un'impresa storica: Bundesliga, Coppa di Germania e Supercoppa tedesca, con una stagione invincibile in campionato (finita solo con la sconfitta in finale di Europa League contro l'Atalanta).
Rinnovato fino al 2026 nell'agosto 2023, ha impostato un 3-4-2-1 ad alto pressing, rinforzato da acquisti come Grimaldo, Xhaka e Boniface. Nella 2024-2025 ha vinto la Supercoppa tedesca ma chiuso secondo in Bundesliga dietro al Bayern, annunciando l'addio il 9 maggio 2025.
Il ritorno al Real Madrid e la fine prematura
Annunciato il 25 maggio 2025 come successore di Carlo Ancelotti, Alonso ha firmato un triennale (fino al 2028), tornando da leggenda dei blancos. Presentato il 26 maggio, ha iniziato dalla Coppa del Mondo per Club FIFA 2025.
La stagione 2025-2026 è stata deludente: secondo posto in La Liga a -4 dal Barcellona, 12 punti in 6 gare di Champions (4 vittorie, 2 sconfitte) e alti e bassi generali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la finale di Supercoppa persa 3-2 contro il Barça il 12 gennaio 2026.

Il comunicato ufficiale del Real recita: "Di comune accordo tra il club e Xabi Alonso, si è deciso di porre fine alla sua fase di allenatore della prima squadra. Xabi Alonso avrà sempre l’affetto e l’ammirazione di tutto il madridismo perché è una leggenda del Real Madrid". Sostituito da Álvaro Arbeloa, ex giocatore blancos (2009-2016, 8 trofei) e trionfatore con le giovanili.
Cosa riserva il futuro al tecnico basco?
L'esonero, descritto come "consensuale" ma clamoroso, lascia Alonso, 44enne, svincolato dopo un triennio di successi al Leverkusen. Nonostante i riconoscimenti – "una delle più grandi leggende del calcio mondiale" – paga un Real senza identità, come notato dalla stampa.
Arbeloa, con esperienza nelle giovanili (triplete 2022-2023), eredita una squadra in crisi ma competitiva. Per Alonso, porte aperte in Europa: il suo calcio spettacolare e vincente lo rende candidato ideale per top club.
Xabi Alonso incarna il passaggio dal genio in campo a tecnico sotto pressione: un ciclo rapido che sottolinea la volatilità del calcio d'élite, ma il suo palmarès lo proietta verso nuovi trionfi.