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Zamora: il film di Neri Marcorè stasera su Rai 1, tra commedia rétro e il mito del "Divin" portiere

Il film Zamora, esordio alla regia di Neri Marcorè, è di grande attualità stasera 14 gennaio su Rai 1 alle 21.30, con oltre 2000 ricerche recenti legate al suo passaggio televisivo, che riaccende l'interesse per questa commedia rétro ispirata al mito del celebre portiere spagnolo Ricardo Zamora.

Zamora: il film di Neri Marcorè stasera su Rai 1, tra commedia rétro e il mito del "Divin" portiere

La trama: da ragioniere imbranato a "Zamora" per forza

Ambientato nella Milano del 1964, Zamora racconta la storia di Walter Vismara (Alberto Paradossi), un contabile metodico e abitudinario di Vigevano che perde il lavoro per la chiusura della fabbrica e si trasferisce nella caotica metropoli lombarda. Qui entra in un'azienda ossessionata dal calcio: il capo, il Cavalier Tosetto, impone partite settimanali tra scapoli e ammogliati, e Walter, che odia lo sport, si offre come portiere credendo sia il ruolo meno faticoso.

Le sue papere clamorose gli valgono il soprannome sarcastico di "Zamora", riferimento al leggendario portiere spagnolo, e le umiliazioni continue da parte del collega ingegnere Gusperti (Walter Leonardi o Giovanni Storti nelle varie fonti). Per non perdere il posto e conquistare la segretaria Ada (Marta Gastini), Walter si rivolge a Giorgio Cavazzoni (Neri Marcorè), ex portiere alcolizzato e caduto in disgrazia, che diventa il suo mentore improbabile. Tra allenamenti, rivalità in ufficio e un amore complicato, Walter impara a "mettersi in gioco", superando insicurezze e stereotipi maschili.

Zamora: il film di Neri Marcorè stasera su Rai 1, tra commedia rétro e il mito del "Divin" portiere

Il cast stellare e il debutto di Marcorè alla regia

Neri Marcorè non solo dirige ma interpreta il mentore Cavazzoni, confermando la sua versatilità tra cinema, tv e teatro in un'opera deliziosamente rétro, nostalgica ma non manierista. Alberto Paradossi brilla come Walter, timido e comico nei fallimenti quotidiani, mentre Marta Gastini dà vita a un'Ada indipendente e moderna. Nel cast anche Giovanni Storti (o Walter Leonardi come Gusperti), con camei che evocano l'Italia del boom economico, dal Rischiatutto a figure come Gianni Brera.

Tratto dal romanzo omonimo del giornalista sportivo Roberto Perrone, il film usa il calcio come pretesto per esplorare crescita personale e responsabilità del portiere, ruolo "nel quale ci devi nascere".

Chi era Ricardo Zamora, il "Divin" portiere che ispira il titolo

Zamora: il film di Neri Marcorè stasera su Rai 1, tra commedia rétro e il mito del "Divin" portiere

Il titolo non è casuale: Ricardo Zamora Martínez, soprannominato "El Divino", fu un'icona negli anni '20 e '30, più che un portiere un simbolo di stile con maglione bianco a collo alto e berretto di stoffa. Spagnolo, considerato il più grande del suo tempo, il suo mito – popolarizzato anche da Gianni Brera – ironizza le figuracce di Walter, rendendo il film un omaggio al calcio vintage. Non si tratta di una storia vera su Zamora, ma di una commedia che ne sfrutta il prestigio per comicità e profondità.

Perché guardare Zamora oggi

Zamora mescola ironia prevedibile a tocchi commoventi, esaltando il talento di Marcorè e un cast azzeccato, perfetto per una serata rétro su Rai 1 e RaiPlay. Offre spunti su riscatto personale e il fascino del portiere, figura di enorme responsabilità, in un'Italia che rilegge il suo passato calcistico e cinematografico con affetto.

In conclusione, Zamora cattura l'essenza del cinema italiano indipendente: attraverso un equivoco calcistico, invita a superare paure e routine, confermando Marcorè come autore completo e offrendo uno sguardo affettuoso sugli anni '60. Un film da non perdere per appassionati di commedie leggere con cuore sportivo.